Campigli Massimo

Nato a Berlino il 04/07/1895, Firenze sarà la sua città adottiva per ascendenza familiare,collabora nel 1914 alla rivista Lacerba , accostandosi al movimento futurista . Nel 1915 si arruola nell'esercito, prigioniero in Germania nel 1916 viene deportato in Ungheria da dove fuggirà in Russia .Nel 1919 collabora al Corriere della sera ,viene inviato a Parigi come corrispondente dove intensifica il suo interesse per la pittura. Vive a Parigi dal 1919 al 1939 , dove nel 1926 costituisce con De Chirico ,De Pisis ,Paresce, Savinio , Severini e Tozzi il gruppo dei “Sette italiani di Parigi”.Nascono le sue icone stilizzate ed arcaiche,attinge ai modelli egizi ,etruschi e pompeiani, orientandosi verso forme sempre più schematizzate , in cui nelle geometrie si afferma la volontà di purezza, di ordine e rigore compositivo . Partecipa alle mostre del Novecento,movimento che sancisce l'abiura del modernismo e il riferimento alla tradizione nazionale soprattutto ai modelli trecenteschi e rinascimentali. Movimento a cui si applica il concetto di “ realismo magico “ ,espressione coniata in Germania nel 1925 da Franz Roh per indicare una rappresentazione realistica , domestica , familiare ma al tempo stesso estatica e sospesa Nel 1928 è invitato alla Biennale di Venezia .Muore nel 1971 a Saint Tropez